Cosa non si fa per avere una pelle luminosa e radiosa?
L’aspirazione ad una pelle perfetta è un desiderio universale, che rientra nella volontà di ogni individuo di essere esteticamente piacevole, sia per se stesso che agli occhi degli altri. Questo desiderio ha spinto l’umanità a sperimentare innumerevoli rimedi e trattamenti nel corso dei secoli.
Oggi, la cosmetica moderna ci offre una vasta gamma di strumenti per migliorare la texture e l’aspetto della nostra pelle, tra cui i peeling chimici. Ma cosa sono esattamente questi trattamenti e come funzionano? Scopriamolo in questo approfondimento di Farmacie Benessere.
Il turnover cellulare
Il nostro corpo è in continua evoluzione, e la pelle non fa eccezione. Ne è un chiaro esempio il fenomeno del turnover cellulare, un meccanismo che interessa le cellule dell’epidermide che, alla fine del loro ciclo vitale, risalgono gli strati della pelle e raggiungono lo strato corneo, il più superficiale, dove vengono eliminate e sostituite. Questo processo, che ha una durata ciclica di circa 28 giorni, garantisce il rinnovamento costante della pelle, contribuendo a mantenere un aspetto sano e luminoso.
Tuttavia, fattori interni ed esterni come l’età, l’esposizione al sole, l’inquinamento e lo stress possono alterare questo delicato equilibrio, rallentando il processo di rigenerazione cellulare e favorendo la comparsa di imperfezioni come macchie, rughe e discromie.
In queste situazioni può entrare in gioco la cosmetica, con strumenti che ci possono aiutare a rallentare questo meccanismo: i peeling.
I peeling chimici
I peeling chimici rappresentano una soluzione efficace per contrastare questi inestetismi e stimolare il rinnovamento cellulare. Questi trattamenti consistono nell’applicazione di acidi specifici che, a seconda della loro concentrazione e del tipo di pelle, agiscono esfoliando gli strati superficiali dell’epidermide. In questo modo, si rimuovono le cellule morte, si stimola la produzione di collagene ed elastina e si favorisce la rigenerazione di nuovi tessuti.
Oltre all’uso nella cosmetica, i peeling chimici trovano un loro scopo anche nella dermatologia, come strumento di supporto in diverse problematiche, come acne, cheratosi, psoriasi e verruche.
Tipi di peeling chimici
Esistono diversi tipi di peeling chimici, che si differenziano in base alla profondità di penetrazione e al tipo di acido utilizzato. Tra i più comuni troviamo:
- alfa-idrossiacidi, anche noti come acidi della frutta, tra cui acido glicolico e mandelico: sono acidi esfolianti idrosolubili, con azione esfoliante o idratante in base al ph (in particolare, hanno la capacità di legare l’acqua alla cheratina rendendo la pelle elastica)
- acido salicilico, l’esponente principale dei beta-idrossiacidi: si tratta di un agente lipofilo cheratolitico, che penetra delicatamente i pori per lavorare sui punti nero e sulla produzione di sebo in eccesso. In base alla concentrazione alla quale viene usato, trova impiego nell’acne (0,5%-10%), nelle cheratosi o nella psoriasi (3-6%), nelle verruche o nei calli (5-40%)
I peeling chimici rappresentano un trattamento efficace e versatile per migliorare la salute e l’aspetto della pelle. Tuttavia, è fondamentale scegliere il tipo di peeling più adatto alle proprie esigenze e affidarsi a un professionista qualificato per garantire risultati ottimali e minimizzare i rischi.
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